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In difesa della costituzione e dello stato di diritto no alle leggi ad personam e ad listam

Una delle conquiste più importanti della democrazia costituzionale riguarda la validità universale delle leggi per tutti i cittadini, indipendentemente dal loro ruolo sociale, ricchezze, titoli o quant’altro. Oggi invece in Italia succede che il governo di una democrazia parlamentare non solo stabilisce per decreto che per alcuni le regole non valgono, e in una materia delicatissima come quella elettorale, ma anche che i beneficiari della deroga sono quegli stessi partiti che governano e che decidono tramite il governo di cui fanno parte.

Si è davvero superato ogni limite e parlare di emergenza democratica non è forse mai stato così opportuno.

Le leggi vengono piegate agli interessi di una parte, in base ad una logica che rende tutto ancora più preoccupante: non si può escludere dalla competizione in una regione il partito di maggioranza relativa, come se l’essere la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di consensi le attribuisse un diritto speciale, diverso da quello di chi ne ha di meno. E infatti, nel passato, per nessun’altra lista o candidato esclusi dalla competizione elettorale si è mai neanche lontanamente immaginato di cambiare le regole per recuperarlo.

L’arroganza di questo governo, la somma degli abusi, la delegittimazione costante delle regole scomode e degli organi preposti a farle rispettare ha iniettato una sorta di veleno nella nostra democrazia, ha creato un senso comune diffuso in base al quale è il più forte che decide ciò che è lecito o meno

Noi non ci stiamo.

Non ci facciamo avvelenare da questo clima che vorrebbe farci richiudere ciascuno nel proprio privato e guardare con sfiducia alle Istituzioni.

Pretendiamo che chi ci governa, come e più di ogni altro cittadino, sia uguale di fronte alla legge.

Esigiamo il rispetto della nostra Carta costituzionale.

Vogliamo continuare ad essere cittadine e cittadini di un Paese democratico in cui la ragioni della forza non prevalgano su quelle del diritto.

 

Per queste ragioni il 13 marzo invitiamo le cittadine e i cittadini modenesi indignati che non potranno recarsi alla manifestazione di Roma, a partecipare al presidio democratico che si terrà a partire dalle 17.30 in piazza Torre a Modena.


Primi firmatari:

Arci Modena
Anpi Modena
Cgil Modena