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FANANO: "città della pietra scolpita"

Successo della 17a edizione del simposio che aveva per tema "Linea Gotica una linea di pace".
Oltre 10 mila presenze, 16 opere realizzate.

È stato un Simposio importante quello svoltosi a Fanano nel mese di luglio. La manifestazione internazionale dedicata alla scultura su pietra (giunta alla diciassettesima edizione) non ha deluso le attese: quasi diecimila visitatori complessivi e sedici opere monumentali realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo, tutte di grande qualità e spessore artistico. Oltre a questo, l’edizione 2003 è stata importante anche per il tema trattato: "Linea Gotica, una linea di pace". Infatti, nove delle sedici opere realizzate andranno a segnare sul territorio quelli che furono i luoghi più significativi delle vicende belliche legate alla Gotica, in funzione di una cultura di pace.
Autori delle opere sul tema sono stati gli italiani Giuliano Giussani, Nico Colle, Giacomo Santini e Stefano Grattarola, l’argentino Juan Carlos Segovia, il giapponese Toru Saito, la polacca Dominika Griesgraber, la tedesca Stefanie Oberneder e il bulgaro Kamen Tanev. Le altre sette sculture invece sono state realizzate sul tema dell’emigrazione, autori gli italiani Andrea Buttazzo, Luca Marovino, Simona De Lorenzo, Giuliano Orlandi, Alessandro Canu, Francesco Mazzotta e il sudcoreano Ko Jae Chun.
Tutti scultori con una consolidata esperienza nei simposi internazionali, che si vanno ad aggiungere agli altri duecento che hanno calcato in vent’anni le scene dei laboratori del Simposio, lasciando in eredità al territorio di Fanano (già nota come "Città della pietra scolpita") altrettante sculture monumentali che oggi costituiscono un grande Parco-Museo all’aperto, dove la tradizione appenninica s’incontra e si fonde con stili moderni e sensibilità artistiche diversissime fra loro. Quasi un "villaggio globale della pietra scolpita", punto d’incontro e d’interscambio planetario artistico ed umano. E se è vero quel che spesso s’è detto, cioè che la Linea Gotica –sulla quale combatterono e, in qualche modo, s’incontrarono soldati provenienti da una trentina di nazioni diverse – fu il primo vero esempio di villaggio globale, l’aver affidato al Simposio di Fanano il compito di preservare e rilanciare quella "linea", pare quanto mai logico e appropriato.
In questo solco, proprio un convegno di studi dedicato alla Gotica ha chiuso, il 19 luglio scorso, il Simposio. Esperti e studiosi da tutta la regione, con una buona partecipazione di pubblico, si sono confrontati per un’intera mattinata, sui temi relativi alla guerra in Appennino nel periodo 1944-45: dagli eserciti in campo alle drammatiche vicende vissute dalle popolazioni, fino all’affermarsi della lotta partigiana, elemento decisivo di molte battaglie avvenute sugli ultimi contrafforti della Gotica.
Aperto da Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, con una relazione sulle operazioni degli eserciti alleati su quello che fu definito "il fronte dimenticato", il convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto Storico di Modena, dedicato all’esperienza dei Partigiani emiliano-romagnoli sulla Linea Gotica, dalla scelta di "resistenti" fino a divenire, nell’ultima fase della guerra, veri e propri soldati di liberazione. Andrea Rossi, dell’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara, ha poi raccontato, con dovizia di particolari, il caso della Divisione Italia: fascisti addestrati in Germania che continuarono a combattere al fianco dei Tedeschi, non senza poca convinzione e molte diserzioni. Il dramma e le condizioni della popolazione civile sono stati riportati nell’intervento di Giuliana Bertagnoni (Istituto Storico della Resistenza di Bologna), con testimonianze della precaria vita quotidiana fatta di ristrettezze e paura. La conclusione dei lavori è stata affidata alla testimonianza "in presa diretta" del partigiano Ennio Tassinari, ex agente dell’ORI (Organizzazione della Resistenza Italiana), incorporato nell’OSS americano. Un racconto prezioso il suo, con lucide memorie personali dei rapporti non sempre facili con gli Alleati. Tassinari ha raccontato come questi rapporti passarono, da una iniziale diffidenza (anche di carattere politico), ad una collaborazione più stretta via via che le truppe di liberazione risalivano la Penisola. Un intervento, quello di Tassinari, diretto e spontaneo, che non ha tralasciato considerazioni spesso pungenti sui vari eserciti in campo, ma tuttavia obiettivo e sicuramente molto interessante.
Ennio Tassinari vive a Sant’Alberto, ed è proprio grazie a lui che il Simposio di Fanano, nel quadro delle sinergie artistiche che si stanno avviando, ad esempio, coi mosaici di Ravenna e coi marmi di Carrara, ha creato un percorso d’amicizia con la località ravennate, trovando un terreno comune nella storia resistenziale sulla Gotica, nella tutela naturalistica e nella diffusa sensibilità artistica. Un percorso comune fatto di scambi culturali, con il punto d’arrivo, nel 2005, del 60° anniversario della Liberazione. A quella data gli organizzatori del Simposio di Fanano (che da quest’anno avrà cadenza annuale) contano di avere piazzato sulla Linea Gotica una cinquantina di sculture, in un ideale itinerario di pace tra l’Emilia-Romagna e la Toscana, dando alla manifestazione un respiro interregionale e una valenza artistico-storica ben oltre i confini fananesi.

Gabriele Ronchetti.

 

RESISTENZA OGGI - OTTOBRE 2003