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Il sangue dei vinti di Pansa diventerà un film

Lo scorso 15 ottobre sono iniziate le riprese del film per la televisione "Il sangue dei vinti" tratto dall'omonimo libro di Pansa, il quale, come ormai è risaputo, utilizza le sue facoltà di scrittore (di sinistra?!) al servizio del più bieco e cinico revisionismo, nonché ovviamente del proprio portafoglio.

Come se non bastasse il danno provocato da tante e reiterate menzogne, si aggiunge questa definitiva beffa ad acuire il dolore e la rabbia dei partigiani e dei famigliari dei caduti.A scuola, salvo rare eccezioni, la Resistenza non viene più insegnata e non casualmente, inoltre c'è un'opinione pubblica che ha le idee perlomeno confuse su quello che è stato ed è tuttora il fascismo. In questi anni è diventato più comodo gettare terra negli occhi e raccontare il sangue dei "vinti", anziché insegnare quella che è stata la pagina più dignitosa ed eroica della storia italiana; ovvero la Resistenza.

Sono anni questi in cui la guerra è diventata "missione di pace", in cui la precarietà è diventata "lavoro a progetto", dove la mistificazione più insopportabile viene spacciata per "memoria condivisa". Il risultato è l'irreversibile sfaldamento morale, il decadimento culturale quotidiano, uniti ad una oramai totale mancanza di senso civico ad ogni livello generazionale.

Furono ben altre le aspettative generate dalla dignità, dall'onestà e dallo spirito indomito della Resistenza nei giorni della Liberazione. Si dice che errare è umano e perseverare è diabolico, ma in questo caso si è davvero passato il segno; con questo film, come del resto per tutte le ultime produzioni firmate Pansa, si persegue ancora senza alcuna vergogna la parificazione tra i carnefici fascisti e le vittime dei loro omicidi. Con questo film si continua a svilire e ad infangare la Resistenza ed il sacrificio di migliaia di ragazzi che persero la vita per liberare l'Italia dai nazisti invasori e dai loro servi fascisti.

Con questo film si certifica la banalizzazione della storia, stravolgendola al punto tale di offendere ignobilmente il dolore delle famiglie di tutti i partigiani e degli antifascisti, torturati, impiccati e trucidati dalle camicie nere. Quella che sta per essere realizzata della Rai, televisione di Stato, è un'indecente e vergognosa opera di revisionismo storico, progettata manco a dirlo durante gli anni con al governo Berlusconi. Ciò che sorprende invece, è lo sconfortante menefreghismo di quelle forze politiche che hanno avuto proprio nella Resistenza la principale radice di vita, ma che di fronte ad una tale porcheria hanno preferito restare in silenzio.

Nel frattempo hanno continuato a proliferare gruppi, organizzazioni e partiti di chiara natura fascista, compiendo impunemente oltre 200 agguati e ferimenti a giovani antifascisti, danni e attentati a case del popolo, a sedi di partito e di associazioni democratiche, antifasciste; il tutto in barba alla Costituzione. Cominciò così anche 86 anni fa, tra l'indifferenza dei partiti borghesi, ma ben presto vennero gli anni più bui, il regime e le stragi sulle popolazioni inermi. "No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere, pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!".

Fu questo il monito a futura memoria, lasciato a genitori ed amici da Giacomo Ulivi, studente diciannovenne, partigiano, fucilato per rappresaglia sulla Piazza Grande di Modena il mattino del 10 novembre '44 da un plotone della GNR. E proprio con queste parole di straordinaria attualità, ci auguriamo che tutti i politici di sinistra possano avere in sussulto di dignità e ad essi chiediamo di impegnarsi per ricostruire e consolidare una coscienza ed una memoria antifascista, imbalsamata per troppi anni, annichilita da troppo silenzio, ma che purtroppo anch'essi hanno contribuito ad indebolire. Con queste righe ci uniamo alla protesta di diverse sezioni e circoli dell'Anpi, ribadendo il nostro impegno per una corretta ricerca e divulgazione della storia del nostro paese, delle radici della nostra Repubblica e di conoscenza e difesa della nostra Costituzione.

Cesare Galantini

 

RESISTENZA E ANTIFASCISMO - FEBBRAIO 2008