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Scomparso lo scorso ottobre Attilio Trebbi

Il ricordo del nipote per un protagonista della storia modenese

È scomparso venerdì 24 ottobre Attilio Trebbi, uno dei grandi protagonisti della vita sindacale e politica dell’immediato dopoguerra modenese. “Scaldachiodi” e garzone alle fabbriche Rizzi di Modena dall’età di tredici anni, Trebbi, fin da giovane ha dimostrato passione e dedizione al lavoro di operaio e grande sensibilità alle cause dei lavoratori. Di qui all’attivismo politico nelle concitate fasi del dopo 8 settembre il passo fu breve: arruolatosi tra le file della brigata partigiana “Tabacchi”, prima agì come sabotatore della produzione alla Fiat Grandi Motori, e poi, sempre nella stessa fabbrica, contribuì a salvare le macchine durante le razzie nazifasciste dell’aprile ’45. Sempre alla Fiat Trebbi divenne presidente della commissione interna nel maggio del 1945, in quello che fu l’inizio di una brillante carriera nel mondo del sindacato: presidente della Camera del Lavoro di Carpi e segretario della Fiom modenese negli anni caldi tra il 1950 e il 1957 Trebbi visse anni di dure lotte, compresa quella precedente e successiva all’eccidio del 9 gennaio 1950 alle Fonderie Riunite. Anni di serrate e scioperi, di viaggi e rivendicazioni a Roma, di scontri e concertazione coi grandi industriali. Membro influente del Partito Comunista a Modena (fu eletto consigliere comunale nel 1951), Trebbi fu eletto come deputato nel 1958, venendo rieletto come senatore, sempre tra le file del PCI alla successiva tornata elettorale del 1963. Terminato il secondo mandato parlamentare, Trebbi fu poi presidente dell’AMCM e ricoprì vari incarichi nel settore pubblico fino alla fine degli anni ’80. Pensionato attivo sia nei partiti che hanno raccolto l’eredità del PCI, sia nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Trebbi è sempre stato un uomo dedito al lavoro e alla causa del lavoro, in un periodo in cui le istanze ideali si affiancavano davvero e con forza alle lotte concrete e quotidiane per una vita migliore e per il rispetto dei diritti civili. Con Trebbi se ne va anche un’epoca, quindi, un’era di lotte, mediazioni e rivendicazioni che lui stesso auspicava non si ripetessero più e che hanno lasciato un’eredità di valori e conquiste che non dovrebbe andare mai persa.
Alessandro Trebbi (nipote)

RESISTENZA E ANTIFASCISMO - DICEMBRE 2008