La Germania che ripudiò il nazismo
Un film per ricordare
di Elisa Nobler
Monaco, 1943. Questo film racconta la storia di un gruppo di coraggiosi giovani universitari che cerca di ribellarsi al nazismo, mentre la Seconda guerra mondiale devasta l’Europa. In particolare è la storia di Sophie Scholl, l’unica donna che si unisce al movimento di resistenza "La RosaBianca"; questo gruppo, tra incontri "carbonari" nell’atelier di un amico pittore e temerarie spedizioni di volantini scritti e stampati lì, tenta di diffondere tra la gente idee di pace e di libertà. Il 18 febbraio 1943 Sophie ed il fratello Hans osano ancora di più: distribuiscono i loro volantini lungo i corridoi dell’università mentre tutti sono a lezione e nessuno può vederli. Ma l’impresa non riesce. Un sorvegliante si accorge della loro presenza e li fa arrestare. Ne segue un lungo ed estenuante interrogatorio di Sophie da parte di un ufficiale della Gestapo. La ragazza nega di essere responsabile dell’accaduto e risponde alle pressanti domande con una finta versione dei fatti studiata nei minimi particolari insieme al fratello. Questo espediente, unito alla sua espressione calma e distesa, sembra quasi riuscire; ma, l’efficientissima squadra d’investigazione nazista raccoglie presto le prove schiaccianti che costringono i due giovani alla confessione, non senza il tentativo di proteggere gli altri membri del gruppo e ribadendo con fermezza gli ideali in cui credono e che non sono disposti a tradire per nessuna ragione.
Il film è quasi completamente basato sul dialogo e sul "duello psicologico" tra Sophie e il suo inquisitore; quest’ultimo resta molto colpito prima dalla capacità di mentire della ragazza e poi dal suo coraggio e dalla sua forza. Né lui né il giudice del processo finale saranno in grado di ribattere sempre agli argomenti di Sophie, che fanno fede alla morale e alla coscienza umana, invece che alla dottrina di un dittatore spietato. Viene sottolineato, infatti, come il potere nazista tema questi "sovversivi" e voglia zittirli, proprio perché non è in grado di sostenere un vero dibattito con loro. Come ogni dittatura ideologica,del resto.
L’impresa della "Rosa Bianca" in effetti risulta assai difficile in una realtà del genere, ma risponde all’irrefrenabile bisogno di opporsi all’atroce macchina da guerra e alla distruzione dell’uomo sotto ogni punto di vista. La temerarietà dell’azione di Sophie e del fratello è esplicitata nella frase di Hans: "Solleveremo l’università!", più un’esortazione per farsi coraggio e un desiderio piuttosto utopistico, che una certezza di riuscita. Ciò rappresenta la reazione naturale di giovani che non accettano di vivere i loro anni migliori in quella situazione e che tanto meno accettano tutte le stragi e i crimini che si stanno compiendo anche nel loro nome.
Il film è apprezzabile anche se ce lo si può immaginare più dinamico e scoprire che i due giovani vengono arrestati praticamente all’inizio del film, può abbattere un po’. La scelta di puntare tutta l’attenzione sull’interrogatorio, piuttosto che sull’azione vera e propria del gruppo, è senza dubbio originale. Come è originale il film stesso, poiché penso si conosca molto poco di movimenti antinazisti come la "Rosa Bianca". Questo probabilmente perché poco se ne è parlato e perché la Germania ha tenuto nascosti molti aspetti di quel periodo storico, voglio sperare per non rinnovarne il dolore e la vergogna. Ma oggi è più che mai importante e doveroso recuperare tutte le più piccole storie dimenticate e tenerne ben viva la memoria. In un clima di generale revisionismo storico e in cui riemergono gruppi (ahimè spesso di giovani) che inneggiano al razzismo, alla violenza e che riprendono i messaggi e simboli hitleriani, la cosa migliore che possiamo fare e la più giusta e utile, è RICORDARE. È conoscere e raccogliere le testimonianze di chi è sopravvissuto a certe drammatiche esperienze e può raccontare e anche e soprattutto tramandare la storia di chi non c’è già più. Di chi ha dato la vita per i suoi ideali e per un mondo migliore. Non rendiamo il loro sacrificio inutile. Ricambiamo il loro inestimabile regalo, mantenendone il ricordo bene a mente.
RESISTENZA OGGI - APRILE
2006
|