La storia Attività Links Contattaci Chi siamo Motore di ricerca Torna alla Home Vai al sito dell'ANPI Nazionale

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL XIV CONGRESSO PROVINCIALE DELL'ANPI DI MODENA

Il XIV congresso Provinciale dell'ANPI di Modena, svoltosi il 27 febbraio 2001 con all'ordine del giorno "Memoria e attualità della Resistenza per il futuro della democrazia italiana" approva la relazione della presidente Aude Pacchioni e i documenti politici dei Consiglio nazionale e del Comitato nazionale, quali indicazioni basilari per la politica e l'iniziativa dell'Associazione per il futuro.

La partecipazione e i dibattiti in preparazione del Congresso sono stati ampi e qualificati. Oltre ad una percentuale elevata di iscritti, rappresentanti delle Istituzioni comunali e scolastiche, dei partiti democratici, delle associazioni, hanno portato contributi importanti per i quali si esprime il più vivo apprezzamento. Particolarmente significativo l'apporto dell'Istituto Storico e della Fondazione Museo della deportazione ai quali il Congresso manifesta il proprio riconoscimento.

Il bilancio di attività. dell'Associazione negli ultimi cinque anni che sono trascorsi dal precedente congresso è complessivamente positivo. Infatti partendo dai valori ideali e politici della lotta di liberazione, l'ANPI si è impegnata sui problemi della pace, della difesa e salvaguardia della democrazia, contro gli atti di terrorismo e corruzione, contribuendo al rafforzamento dell'unità delle forze democratiche e antifasciste.

Importante e da sottolineare è l'azione unitaria delle organizzazioni partigiane condotta contro la ventata revisionistica che vuole falsare e distorcere la storia per usarla a fini politici involutivi. L'attività dell'ANPI e di tutte le forze della resistenza è stata protesa a considerare la memoria storica al futuro, mirata ad attuare i principi costituzionali, a costruire una democrazia compiuta e uno stato federale, solidale, moderno e laico.

La continuità dei valori e il rinnovamento della linea e dell'iniziativa politica, sono la strada per rispondere alle domande di oggi e per individuare le scelte per il futuro.

Unità, coesione sociale, senso di responsabilità individuale, etica morale, rispetto della persona, solidarietà, impegno civile e sociale, difesa delle istituzioni democratiche, questi sono i valori che consentono di affrontare i molteplici problemi propri di una società complessa come l'attuale e di respingere le spinte negative disgregatrici.

E' con questa consapevolezza che il XIV Congresso mette in risalto il progetto unitario, "Per una strategia della memoria" che si sono date le Associazioni partigiane, antifasciste, culturali, sindacali e del tempo libero della provincia di Modena. Tale progetto costituisce, per i suoi contenuti e per le sue indicazioni operative, una delle principali decisioni per l'attività futura con attenzione particolare alle prossime scadenze del 22 e 25 aprile e del 2 giugno 2001.

Il clima politico e il governo del Paese di questi ultimi anni hanno permesso, oltre che di respingere con più efficacia le campagne revisionistiche e reazionarie, di realizzare importanti risultati in vari campi a cominciare dalla scuola. Questi risultati tutti da consolidare e ben gestire si collegano alle grandi questioni sul tappeto nell'Unione Europea e sollevano il problema di un governo della globalizzazione per garantire un reale sviluppo economico e civile e rendere migliore la vita delle persone.

E' necessario che si affermi la Pace e si evitino lutti e distruzioni ancora presenti nel mondo, ed è da considerare importante la "Carta dei diritti fondamentali" dei cittadini europei e ad essa si uniscono le esigenze per un balzo in avanti nella costruzione europea sul piano politico ed istituzionale anche di fronte all'allargamento a nuovi paesi.

Sulla "carta dei diritti" dell'U.E. viene individuata l'altra principale indicazione di lavoro considerando ed apprezzando il progetto che si sono dati la Provincia ed il Provveditorato agli studi su stimolo delle Associazioni della Resistenza.

Nel confronto elettorale, praticamente già in atto, per il rinnovo dei Parlamento nazionale e di numerose Amministrazioni locali, si ritiene giusto che emerga con chiarezza su quali programmi e per quale politica si chiede il voto e a questo fine è auspicabile una presa di posizione unitaria di tutte le forze partigiane ed antifasciste sia in sede nazionale che locale.

Le politiche e le opinioni espresse dallo schieramento di destra non possono avere il consenso dei partigiani, degli antifascisti, degli uomini e delle donne che si riconoscono nei valori che il movimento resistenziale rappresenta. Senza sottacere che nello stesso schieramento si trovano presenti forze potenzialmente eversive, xenofobe e razziste sempre combattute dall'ANPI e da tutte le forze della resistenza e si manifestano inaccettabili posizioni insofferenti ad accettare i limiti e le regole della democrazia e della convivenza civile. Anche in presenza di tutto questo occorre esercitare l'importante diritto al voto e realizzare una solida e fattiva unità delle forze democratiche di centro sinistra per far fallire i propositi della destra economica e politica.

La resistenza tutta, oggi, deve essere impegnata unitamente a tutti i democratici e antifascisti in un'attività tesa a salvaguardare la prima parte della Costituzione italiana, riguardante i principi fondamentali e i diritti dei cittadini.

Nel porre l'accento sul ruolo e sui compiti che svolge l'ANPI, si indicano due presupposti perché tali funzioni si rafforzino:
* salvaguardare il carattere specifico autonomo dell'Associazione ed accrescere al proprio interno la presenza di giovani e meno giovani che non hanno partecipato alla resistenza ma che condividono il programma e la politica dell'ANPI, utilizzando anche a questo scopo sempre meglio e in più larga misura "Resistenza Oggi" e "Patria Indipendente";
* consolidare ed estendere l'unità d'azione fra le Associazioni partigiane, dell'antifascismo e della deportazione. Operare affinché i Comitati locali nati per la "Giornata della memoria"divengano istituzioni unitarie e permanenti.Infine si ritiene giusto lavorare per la realizzazione di una Confederazione fra tutte le Associazioni della resistenza, quale strumento indispensabile per il rafforzamento ed il consolidamento dei principi e dei valori dell'antifascismo e della democrazia.

Il Documento viene approvato all'unanimità

ARCHIVIO FINO A SETTEMBRE 2002